La prima edizione del Nuovo Testamento in greco di Robert I Estienne è una delle più importanti testimonianze del rinnovato interesse nei confronti del mondo greco antico, nato nella seconda metà del XVI secolo. La caduta di Costantinopoli (1453) e la definitiva vittoria dei Turchi sui Bizantini causò una vera e propria emigrazione di eruditi greci in Italia (tra cui ricordiamo il capostipite Bessarione) che naturalmente portarono con sé i codici manoscritti conservati nelle loro biblioteche (la Marciana, ad esempio, ricevette proprio da Bessarione la sua più cospicua collezione di testi in greco). Manuzio intuì che, prima di dare alle stampe opere in greco, si sarebbe dovuto pubblicare grammatiche di lingua greca che fungessero da introduzione ad una lingua che, ormai da mille anni, era sostanzialmente sparita dal contesto culturale occidentale (tranne per il meridione d’Italia, che per alcuni secoli dopo la caduta dell’Impero di Roma, continuò ad essere bizantina e quindi di lingua greca). Ben presto la nuova “moda” si estese a tutta l’Europa continentale: a Parigi le Istitutiones Linguae Graecae (1530) di Nicholas Clénard ottennero un successo clamoroso. Il pubblico degli eruditi occidentali era ormai pronto per le pubblicazioni in integrale testo greco (fino ad allora ci si era limitati a brevi citazioni). E il Nuovo Testamento dell’umanista e tipografo francese Robert I Estienne è un esempio significativo di questo fenomeno.

La scheda:

Novum Testamentum, Lutatiae (Paris), Roberti Stephani, 1546, pp. 528 (I); 361 (II), 2009: € 1.300.

 

 

Risorse on-line:

http://fr.wikipedia.org/wiki/Robert_Estienne

http://edit16.iccu.sbn.it/scripts/iccu_ext.dll?fn=10&i=12703

http://www2.special-coll.bham.ac.uk/Blueprint/exhib_woodbrooke.htm